Orchidee: rinvaso, terriccio e cure per farle rifiorire

Eleganti, colorate e capaci di regalare fioriture che durano diverse settimane o anche mesi, le orchidee sono tra le piante da interno più amate. Eppure, una volta terminata la prima fioritura, può sorgere qualche dubbio: quanto bisogna bagnarle? Quando è il momento di rinvasarle? Quale terriccio scegliere? E soprattutto, come far rifiorire un’orchidea?

Le orchidee comprendono moltissime specie con esigenze differenti. In questa guida ci concentriamo soprattutto sulla Phalaenopsis, una delle varietà più diffuse nelle nostre case e apprezzata anche perché, con poche attenzioni, può tornare a fiorire più volte.

Vediamo quindi quali sono le principali cure delle orchidee, dal corretto posizionamento all’irrigazione, fino al rinvaso e alla gestione della pianta dopo la caduta dei fiori.

Tutto quello che serve sapere sulla cura delle orchidee

Come si curano le orchidee in vaso in casa?

Per mantenere sana un’orchidea non servono cure particolarmente complesse. È però importante ricreare alcune condizioni adatte alla pianta, partendo da luce, temperatura, acqua e substrato.

La Phalaenopsis ama ambienti luminosi, ma è meglio evitare il sole diretto nelle ore più intense, che potrebbe danneggiare le foglie. Una posizione vicina a una finestra ben illuminata, schermata quando necessario, è generalmente ideale. L’American Orchid Society indica ad esempio le finestre esposte a est come particolarmente adatte alla coltivazione domestica.

Anche la temperatura di un normale ambiente domestico è generalmente compatibile con questa orchidea. È invece consigliabile evitare correnti d’aria fredde e continui sbalzi termici.

Un altro aspetto fondamentale riguarda le radici. In natura molte orchidee sono piante epifite e crescono con radici molto aerate: per questo non dovrebbero essere coltivate nel normale terriccio universale, troppo compatto e capace di trattenere molta acqua.

Il vaso deve quindi favorire il drenaggio e la circolazione dell’aria intorno alle radici.

orchidea in casa

Come innaffiare le orchidee?

Una delle domande più frequenti riguarda proprio come innaffiare le orchidee. Il problema è che non esiste una frequenza valida in ogni situazione.

La quantità d’acqua necessaria cambia infatti in base alla stagione, alla temperatura della casa, al tipo di vaso, al substrato e alla velocità con cui questo si asciuga.

Come regola generale, è meglio bagnare bene la pianta e aspettare che il substrato sia quasi asciutto prima di irrigare nuovamente, evitando però di lasciarla completamente asciutta per periodi prolungati. Soprattutto nelle Phalaenopsis, anche i ristagni sono pericolosi perché possono favorire il deterioramento delle radici.

L’acqua dovrebbe attraversare bene il substrato per poi fuoriuscire dai fori di drenaggio. Se il vaso viene inserito all’interno di un coprivaso, è importante non lasciare acqua stagnante sul fondo.

È inoltre preferibile evitare che l’acqua rimanga a lungo raccolta al centro della rosetta delle foglie.

Come capire quando l’orchidea ha bisogno di acqua?

Nelle Phalaenopsis coltivate nei classici vasi trasparenti è possibile controllare direttamente le radici.

In genere, radici chiare o argentate e un substrato ormai quasi asciutto indicano che può essere arrivato il momento di irrigare. Le radici ben idratate assumono invece frequentemente una tonalità più verde. Anche il peso del vaso può diventare un buon riferimento: con un po’ di esperienza è facile accorgersi che una pianta asciutta pesa meno.

Meglio quindi controllare la situazione prima di aggiungere altra acqua: un’orchidea costantemente bagnata non è necessariamente un’orchidea ben curata.

Quando cadono tutti i fiori dell’orchidea, cosa bisogna fare?

La caduta dei fiori non significa che la pianta stia morendo. È semplicemente la conclusione del suo ciclo di fioritura.

Quando gli ultimi fiori sono appassiti, continuate quindi con le normali cure: luce adeguata, irrigazioni corrette e concimazioni specifiche senza eccessi.

A questo punto bisogna osservare anche lo stelo floreale.

Se rimane verde, nelle Phalaenopsis è possibile lasciarlo oppure accorciarlo sopra uno dei nodi inferiori: da uno di questi punti potrebbe svilupparsi una ramificazione capace di produrre nuovi fiori. Se invece lo stelo diventa completamente secco o marrone, può essere eliminato alla base.

Tagliare completamente uno stelo ancora verde non danneggia comunque la pianta: può semplicemente essere necessario attendere più tempo prima della formazione di un nuovo stelo.

Come far rifiorire un’orchidea: 3 accorgimenti importanti

Non esiste un trucco capace di garantire una nuova fioritura immediata. Esistono però alcune condizioni che aiutano la pianta ad accumulare energie e prepararsi a produrre nuovi fiori.

1. Datele abbastanza luce

Un’orchidea mantenuta per mesi in un ambiente troppo buio può continuare a vivere ma avere difficoltà a rifiorire.

Scegliete quindi una posizione molto luminosa ma protetta dal sole diretto più intenso.

NOTA BENE DEVE ESSERE A RADICE SCOPERTA (SENZA COPRIVASO MA SOLO CON IL SUO VASO DI COLTIVAZIONE)

2. Evitate gli eccessi d’acqua

Radici sane sono alla base di una pianta capace di sviluppare foglie e nuovi steli. Lasciare costantemente il vaso immerso nell’acqua o mantenere il substrato sempre fradicio può invece favorire il marciume radicale.

3. Favorite una leggera escursione termica

Per molte Phalaenopsis una differenza tra temperatura diurna e notturna, soprattutto nel periodo autunnale, può contribuire a stimolare la formazione dello stelo floreale. L’American Orchid Society indica proprio un periodo con temperature notturne più fresche come uno dei fattori utili all’induzione della fioritura.

La nuova fioritura richiede comunque tempo: l’obiettivo non dovrebbe essere forzare la pianta, ma mantenerla nelle condizioni adatte affinché possa completare naturalmente il proprio ciclo.

Quando è il periodo giusto per rinvasare le orchidee?

Il rinvaso delle orchidee non deve essere effettuato necessariamente ogni anno. Nel caso delle Phalaenopsis, in condizioni normali può essere necessario indicativamente ogni uno o due anni, oppure quando il substrato inizia a degradarsi e a trattenere troppa umidità.

Alcuni segnali possono indicare che è arrivato il momento di intervenire:

  • il substrato è ormai molto deteriorato e compatto;
  • l’acqua fatica a drenare;
  • sono presenti numerose radici danneggiate;
  • la pianta ha riempito completamente il vaso;
  • le radici rimangono bagnate troppo a lungo.


In generale, è preferibile procedere
dopo la fioritura o quando iniziano a svilupparsi nuove radici, evitando se possibile di disturbare una pianta nel pieno della fioritura.

Come si cambia il vaso di un’orchidea?

Il rinvaso deve essere effettuato con delicatezza perché le radici delle orchidee sono carnose e possono spezzarsi facilmente.

Il procedimento può essere sintetizzato in alcuni passaggi:

  1. estraete delicatamente l’orchidea dal vecchio vaso;
  2. eliminate con attenzione il vecchio substrato rimasto tra le radici;
  3. controllate l’apparato radicale;
  4. rimuovete con strumenti puliti le radici marce, molli, vuote o completamente secche;
  5. sistemate la pianta nel vaso;
  6. distribuite il nuovo substrato tra le radici senza comprimerlo eccessivamente.


Non è sempre necessario utilizzare un vaso molto più grande. Un contenitore sovradimensionato trattiene infatti una quantità maggiore di substrato e può impiegare più tempo ad asciugarsi, aumentando il rischio di ristagni.

I classici vasi trasparenti per orchidee sono particolarmente pratici perché permettono di controllare facilmente lo stato delle radici e l’umidità presente all’interno.

cambio vaso orchidea

Come pulire le foglie delle orchidee?

Le grandi foglie delle Phalaenopsis possono raccogliere polvere nel tempo, soprattutto quando la pianta viene coltivata in casa.

Per pulire le foglie delle orchidee è sufficiente utilizzare un panno morbido leggermente inumidito con acqua e passarlo delicatamente sulla superficie.

Non servono lucidanti o prodotti aggressivi. Una pulizia periodica permette semplicemente di eliminare la polvere accumulata e offre anche l’occasione per controllare la presenza di eventuali parassiti.

Durante la pulizia fate attenzione a non lasciare quantità eccessive di acqua tra le foglie o nel centro della pianta.

Curare le orchidee significa imparare a osservarle

Le cure delle orchidee diventano molto più semplici quando si abbandonano le regole troppo rigide e si impara a riconoscere i segnali della pianta.

Controllare lo stato delle radici prima di bagnare, utilizzare un substrato specifico, scegliere una posizione luminosa e rinvasare solo quando necessario sono già ottime abitudini per mantenere a lungo una Phalaenopsis sana e favorire nuove fioriture.

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